Una delle cose più divertenti che la
stampa conservatrice ci concedeva nel 68, erano i dettagliati
resoconti sui costumi sessuali sfrenati, sulle orge collettive,
sul numero di preservativi che venivano regolarmente trovati dopo
le occupazioni di facoltà e scuole. Debbo dire che la cosa,
faceva nascere non pochi dubbi, in ognuno di noi, di essere gli
unici ad essere andati in bianco. Specialmente se si era tra i
pochissimi occupanti che restavano la notte a sorvegliare, con
stressanti turni di guardia, ogni possibile anfratto degli
edifici descritti come teatro di tali prodezze sessuali. In
realtà, come tutti ben sapevamo, durante le agitazioni regnava
un clima di costante paranoia nei confronti dei poliziotti in
borghese, provocatori, spie, fascisti ecc., e la notte tale clima
era accentuato dal silenzio che gravava sullambiente
circostante, in contrasto con il caos delle assemblee e dei
cortei che si svolgevano durante la giornata, per cui, ogni
movimento, ogni sospiro e quantaltro, avrebbe difficilmente
potuto godere dellintimità necessaria. Oltretutto, come
avviene quasi sempre, le ragazze, la sera se ne andavano a casa,
se non altro per la scomodità delle sistemazioni notturne e i
pericoli, veri o presunti tali, che la situazione comportava.
Naturalmente in un movimento di giovani, esisteva la sessualità,
come era sempre esistita, e allinterno di un gruppo
consistente di persone che condividevano assieme la maggior parte
del loro tempo, erano più visibili i passaggi di partner, gli
intrighi, gli amori assurdi e quantaltro si è sempre
manifestato negli adolescenti e nei giovani under 25. Va comunque
detto che latteggiamento dei militanti verso la
sessualità, era piuttosto improntato verso un diffuso moralismo:
non bisogna dimenticare che la maggior parte dei leader e dei
quadri venivano dal mondo cattolico o comunista, ambiti in cui la
sessualità veniva vissuta con numerose regole che ne bloccavano
ogni possibile trasgressività. Ritengo inutile soffermarmi sul
perché i cattolici non erano campioni di libertà sessuale,
mentre, invece, sarà interessante capire perché i comunisti
mantenessero un atteggiamento estremamente guardingo verso di
essa. Non bisogna dimenticare che i modelli a cui gli studenti
rivoluzionari si ispiravano erano i Paesi del socialismo reale:
vale a dire Cuba, Cina, Vietnam, ecc. In tutti questi Paesi
lavvento del Socialismo, per diversi motivi, aveva coinciso
con unondata di moralizzazione sul piano dei costumi
sessuali. Innanzitutto, essendosi i regimi rivoluzionari
insediati a seguito di dominazioni di tipo colonialistico o
imperialistico, avevano dovuto combattere la diffusissima piaga
della prostituzione. "Aqui pensaban seguir
gañando ciento por ciento en
casas de apartamiento... Y en eso llegò Fidel"
[Credevano di poter
continuare a guadagnare sui bordelli... quando arrivò Fidel]
recitava una canzone dei guerriglieri castristi. Si trattava,
poi, di distruggere i meccanismi socio culturali che impedivano
il pieno inserimento della donna nella società, nelle attività
produttive, nelle milizie armate, nel partito, nelle operazioni
di indottrinamento di massa, ecc. Luso della donna come
oggetto di sfrenata sessualità era un lusso da non potersi
permettere, anche perché portava allincremento
demografico, esiziale per Paesi con uneconomia disastrata
da secoli di sfruttamento coloniale.
In un Paese cattolico come
lItalia, inoltre, esisteva un Partito Comunista il cui
moralismo svolgeva il ruolo di rassicurare gli elettori credenti
nei loro più fermi valori. Negli anni precedenti ciò aveva
portato alla clandestinità della relazione tra Togliatti,
segretario del PCI e Nilde Iotti (in seguito presidente della
Camera dei Deputati), allespulsione di Pier Paolo Pasolini,
allassenza, (sino alla metà degli anni 70) della maggiore
forza della sinistra italiana dalle battaglie per il divorzio e
laborto. Essendo generato, almeno in parte da tale ambito,
il movimento, comprensibilmente, non aveva ancora compiuto la sua
rivoluzione sessuale. Al punto che una sua degenerazione
minoritaria, lUnione dei Comunisti Italiani, di Aldo Brandirali
, oggi. guarda caso, esponente di Comunione e
Liberazione, aveva cercato di introdurre tra i suoi militanti
regole sessuali rigidissime, al punto da costringerli a sposarsi
dopo estenuanti riunioni di "etica sessuale marxista
-leninista", per il solo fatto di aver avuto un rapporto
sessuale occasionale.
Dopo il 68, è comunque un
fatto che i costumi bigotti degli Italiani, cominciarono a
trasformarsi. Ma di questa trasformazione il movimento non fu un
protagonista particolare. Vi si adattò rapidamente perché
composto da giovani, pronti ad accogliere le novità che
giungevano dai Paesi anglosassoni, perché la pillola
anticoncezionale metteva al riparo da gravidanze indesiderate,
perché cera, infine il desiderio di liberarsi dagli
influssi della morale reazionaria, ipocrita e clericale. La
stessa che veniva combattuta nelle strade, nelle università,
nelle scuole e, più tardi, in tutte le sedi della società
civile e che venne definitivamente sconfitta con le battaglie per
il divorzio e per laborto degli anni 70.
Poi venne lera dellAIDS.