"Il Giornale"
ROMA CRONACA
28.02.97
Maurizio Sgroi
Lincarico, da quasi un miliardo, conferito a
trattativa privata a un consorzio modenese di cooperative
Informagiovani, segreti e bugie
Il Comune affida il servizio sulla base di un
rapporto del Viminale che non esiste
Come spendere un miliardo e passa e vivere infelici. Potrebbe essere questo il
titolo dellennesima telenovela dalle stanze del Campidoglio. Stavolta a fare
"soffrire" lamministrazione è il servizio Informagiovani, messo in piedi
lanno scorso dopo una travagliata vicenda amministrativa, che potrebbe causare
qualche dolore di pancia a chi lha organizzata. Basta pensare che
sullargomentazione è stata presentata una dettagliata interrogazione dalla
consigliera di Rifondazione, Adriana Spera, mentre lUsicons, associazione di
consumatori, ha già annunciato esposti alla Corte dei conti e alla procura. Prima di
passare alla disamina dei fatti, è opportuno premettere che il servizio, gestito
attualmente da sei associazioni che operano nel privato sociale, dovrebbe servire a dare
ai giovani notizie sulle diverse iniziative pubbliche nel campo della formazione e del
lavoro . Il condizionale è dobbligo, come si dice in questi casi, visto che, stando
alle lamentele dei soggetti - gestori, lInformagiovani funziona maluccio,nonostante
siano stati investiti centinaia di milioni. Vediamo perché.
Tutto comincia nellagosto del 95, quando la giunta vara la delibera
numero 2.357 con la quale istituisce il servizio. Gli - particolare la responsabile della
Formazione, Fiorella Farinelli, vanno di fretta, a quanto pare. Tanto da affidare a
trattativa privata al consorzio In&co di Modena il compito di creare il servizio nella
capitale, utilizzando un software che solo il consorzio detiene in esclusiva. Giusto per
la cronaca, vale la pena sottolineare che il servizio partirà solo diversi mesi dopo la
delibera 2.357.
Fretta a parte ,a convincere il Comune della bontà della scelta
dellIn&co è la circostanza che questultimo "è lunico soggetto
operante nel settore in grado di servire il servizio, essendo il consorzio leader
nazionale nel settore della produzione di banche dati per i servizi Informagiovani, come
si evince dal Rapporto sui sistemi informativi del ministero dellinterno del
92".In pratica la giunta scrive che la scelta dellIn&co è la
migliore possibile: lo dice addirittura il Viminale.
Se non che, andando a spulciare tra le carte, viene fuori tuttaltra storia.
Il mitico rapporto del 92 è praticamente una bufala, nel senso che allepoca
il ministero preparò solo uno studio sullInformagiovani nazionali ed europei, ma
non si sognò neanche di dire che il sistema dellIn&co (allepoca si
chiamava Aleph, oggi Telemaco) fosse il migliore su piazza. Lo conferma anche la
responsabile del progetto del ministero dellInterno, Tiziana Rossi, per la quale il
rapporto citato nella delibera di giunta, semplicemente , "non esiste".
"Non abbiamo mai scritto quello che ci attribuisce il comune di Roma, dice. Come se
non bastasse, dalle rivelazioni effettuate dal ministero dellInterno del 92,
viene fuori che i soggetti capaci di fornire una buona banca dati erano diverse decine,
non uno solo come dice il Comune. "Se si fosse fatta una gara pubblica - commenta la
Spera - molteplici organismi privati che operano a Roma e nel Lazio, e che dispongono di
efficaci banche dati avrebbero potuto consorziarsi e partecipare, invece, sono state
tagliate fuori". Ma tantè.
Non finisce qui. Infatti, laffermazione che il sistema del consorzio
In&co fosse il migliore su piazza la giunta lha copiata alla lettera da una
delibera del Comune di Modena, senza neanche preoccuparsi di cercare copia del rapporto
"fantasma" del ministero per saggiare lattendibilità della decisione del
Comune emiliano.
Leggendo la delibera in questione, si scopre poi che a tessere le lodi
dellIn&co altri non era che lassessore modenese competente, rispondendo
alle perplessità sollevate da un consigliere comunale del Ccd, Luigi Vallini, che voleva
vederci chiaro in quellincarico e che si rifiutò successivamente di votare il
provvedimento. Tuttavia, è vero pure che lIn&co aveva già rapporti consolidati
con il Comune di Modena, mentre non ne aveva nessuno con quello di Roma. Ma allora:
perché scegliere a trattativa privata un consorzio modenese quando esistevano decine di
realtà capaci di assicurare lo stesso servizio? Mistero.
Sempre per la cronaca, vale la pena sottolineare che lIn&co è un
consorzio nato nell89 che raggruppa alcune cooperative iscritte alla lega delle
coop. Infine, il costo delloperazione. Dal contratto firmato dal comune di Roma
nell96 (cinque mesi dopo la trattativa privata), viene fuori che la banca dati più
la formazione verranno a costare allamministrazione ben 442 milioni (solo il primo
anno).Quasi 680 milioni, inoltre, sono stati stanziati dalla giunta per lacquisto
dei macchinari informatici (ma non poteva comprarli da qualcun altro?).Il che, a volere
essere pignoli, fa venire un altro sospetto: il Comune ha speso più per le macchine che
per il Software. Ma allora, non si potevano comprare le macchine sa unaltra azienda,
magari con una gara pubblica invece di "assommare" alla trattativa privata per i
servizi anche quella per la fornitura? Un altro mistero. Un po troppo.