Il Giorno
Cronaca
Martedì, 26 ottobre 1999
Di Silvia Mastrantonio
Dodici persone coinvolte a Roma nellinchiesta sul servizio per i
giovani in cerca del primo impiego varato dal Comune
Falso e abuso, giunta Rutelli indagata
Il ruolo di politici e amministratori allesame del magistrato
Nel mirino uniniziativa costata già 12 miliardi in tre anni
Lappalto affidato senza gara a unagenzia di Modena
ROMA Dodici indagati tra politici e amministratori. Una pioggia di miliardi e
due reati falso e abuso dufficio prospettati in un voluminoso dossier
nelle mani del sostituto procuratore di Roma, Maria Cordova. E linchiesta su
Informagiovani, il servizio varato dal Comune di Roma per «aiutare» e sostenere i
ragazzi a caccia di primo impiego e non solo. Quelli che attraverso la Rete telematica
oppure presso le circoscrizioni o i bus itineranti avrebbero dovuto raccogliere le
indicazioni utili al loro futuro e al loro tempo libero. Questi almeno gli obiettivi
elencati nella delibera dell11 luglio del 97 con la quale la giunta varò il
progetto elaborato dal responsabile dellassessorato alla politiche giovanili
Fiorella Farinelli, le cui delibere esecutive furono firmate dal sindaco Rutelli e dal
vicesindaco Tocci.
Eppure, secondo quanto avrebbero messo in luce le indagini della Guardia di Finanza, la
realizzazione sarebbe stata assai inferiore alle aspettative se non assolutamente carente.
Al contrario dei costi che sono sostanziose. Il servizio è costato e tanto: 3 miliardi e
625 milioni per il primo anno (a cavallo tra il 96 e il 97), altrettanti per
il secondo. Senza contare, poi, che nel 98 la gara dappalto per il solo
servizio in Rete ha comportato un esborso che sfiora 2 miliardi. Un totale approssimativo,
fino ad oggi, conta quasi 12 miliardi. Ma vediamo i fatti. A luglio del 95 la giunta
approva il progetto della Farinelli. Nello stesso mese la IX Ripartizione attesta che il
consorzio di imprese In&Co di Modena, facente capo alla Lega delle cooperative, è
lunico in grado di gestirlo in base a quanto accertato da uno studio del ministero
dellInterno. «Non esiste sul territorio nazionale ed europeo altro soggetto in
grado di fornire un prodotto analogo per qualità e quantità». Di qui la necessità di
affidare, senza gara, lappalto alla società emiliana.
Così la In&Co di Modena titolare di unanaloga agenzia nella città
emiliana si aggiudica il lavoro che non viene «testato» ufficialmente fino al
97. Il primo «collaudo» della agenzia informatica, infatti, risale al febbraio di
quellanno. La somma pattuita sfiora il miliardo lanno.
Poi ci sono gli altri appalti. Quello con la società di pubblicità per diffondere
liniziativa. Anche qui cè fretta e si ricorre alla «procedura negoziata».
Se lo aggiudica lAta Tonic per 350 milioni.
Il terzo appalto del progetto riguarda l«informazione itinerante». La giunta
delibera lacquisto di 3 furgoni Iveco (il provvedimento è del 29-12-95) per 460
milioni. I tempi ristretti impongono le loro regole. Se lo prende lAssociazione
Meta, Agorà e Nuova Socialità con un appalto di tre anni per 568 milioni.
Infine i Centri Informagiovani vengono istituiti in sei circoscrizioni. Vengono scelte
associazioni e gruppi che ricevono 140 milioni lanno per gestire un servizio nel
quale il Comune tra attrezzature e macchinari dice di aver investito 60
milioni per ogni circoscrizione. Eppure chi ci arriva per lavorare non trova traccia di
materiali costosi. Ci sono solo quelli di prima necessità che comportano costi assai più
ridotti.
Nello scegliere la In&Co di Modena il Comune aveva fatto cenno ad un rapporto
dellInterno che individuava la società come lunica adatta. Di questo
rapporto, però, le indagini non sono riuscite a trovare traccia. Non solo. Secondo quanto
riferito dallOikos autore della denuncia la banca dati messa a
disposizione era molto carente e riportava parecchie informazioni di concorsi scaduti o
spettacoli relativi non al Lazio ma allEmilia Romagna. Nella prima versione
precedente alla gara dappalto del 98 vinta sempre dalla In&Co non
figuravano parole chiave essenziali come circoscrizione. Gli aggiustamenti, infatti,
sarebbero arrivati solo successivamente.
Secondo le indagini, soprattutto, lestrema urgenza addotta dal Comune. Tra
laffidamento del servizio e lavvio delliniziativa sono trascorsi oltre
tre mesi. Lo stesso discorso vale per la campagna pubblicitaria. E le ricerche della
Guardia di Finanza hanno accertato che sarebbero assai carenti i presupposti per
laggiudicazione a trattativa privata sia del servizio Bus che di quello nelle
circoscrizioni.
Ma allora, ci si chiede, perché tanta furia? E perché tanto impiego di denaro senza
fermarsi a considerare che, nel 98, unassociazione di volontariato aveva
offerto al Comune di gestire gratis lagenzia informatica? Il Campidoglio, però, non
ha nemmeno risposto ma si è limitato a escludere dalla gara le associazioni non
profit.
Il risultato è stato due miliardi lanno alla In&Co.
Molti sospetti e molte carte da rileggere e rivedere. Un gran lavoro per il pm Maria
Cordova che a già sentito diversi testimoni e raccolto molto materiale. Fino a decidere
che 12 persone, tra politici e amministratori, devono chiarire meglio il loro ruolo.
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