Il Giornale
Roma Cronaca pag. 43
Mercoledì 27 ottobre 1999
Di Patricia Tagliaferri
Comune,
inchiesta su un appalto
Per
Informagiovani indagati lassessore Farinelli e 11 dirigenti
Già la vicenda amministrativa, tre anni fa, fu
piuttosto travagliata, con il Comune che affidava un servizio
informatico ad un consorzio di Modena legato alle cooperative
attraverso una trattativa privata che tagliava fuori decine di
realtà. Chi se ne interessò, allepoca, sapeva che quella
strana storia avrebbe avuto un seguito. Giudiziario.
E così è stato: la Procura ha messo sotto
inchiesta dodici tra politici e funzionari del Campidoglio che
nellestate del95 contribuirono allaffidamento
dellappalto per Informagiovani, il servizio che doveva
servire a dare ai giovani notizie sulle iniziative pubbliche nel
campo della formazione e del lavoro, e che si occuparono del suo
collaudo. I reati ipotizzati dal pm Maria Cordova sono abuso
dufficio e falso. Nel registro degli indagati sono finiti
Fiorella Farinelli, assessore alle politiche giovanili, Mario
Gelpi e Alberto Bischi, dirigente e vicedirigente superiore
reggente della IX ripartizione Scuola, Giovanna Angeloni,
funzionario direttivo dellXI dipartimento (che prese parte
a tutte le commissioni incaricate di valutare le offerte),
Giuseppina Intreccialogli, segretaria della commissione che si
occupò della campagna pubblicitaria, Silvana Novelli, membro
della stessa commissione, Fernando Pecoraro, membro di tutte e
tre le commissioni, Luigi Baldoni, Piero Flamini, Guido Pera e
Paolo Petrecca, presidente e membri della commissione di collaudo
e Benito Gaballo, presidente della In&Co. Il progetto viene
approvato il 4 agosto del 95, con la firma della delibera
numero 2.357. Ma bisogna aspettare la fine dellanno per
vedere realizzato il servizio dalla In&Co di Modena, un
consorzio che fa capo alla Lega della cooperative. A convincere
il Comune della bontà della scelta sarebbe stata una nota tratta
dal Rapporto sui sistemi informativi del ministero
dellInterno, che descriveva la In&Co come
"lunico soggetto operante nel settore in grado di
fornire il servizio". Per la Giunta, insomma, quella era la
migliore scelta possibile. La Guardia di finanza, invece, ha
accertato che in realtà la storia era un po diversa e che
quel rapporto conteneva solo uno studio sugli Informagiovani
nazionali ed europei, ma nessuna annotazione sulle loro qualità.
Insomma, il Viminale non si era neppure sognato di dire che la
In&Co era la migliore su piazza. Ciò nonostante il Comune
decise di affidare lappalto alla società emiliana senza
gara proprio sulla base di quella annotazione. Il servizio
offerto, però, a fronte di un contratto a nove zeri (3 miliardi
e 625 milioni per il primo anno, altrettanti per il secondo, e un
altro miliardo e 900 milioni per il 98, il 99 e il
2000), si sarebbe dimostrato ben al di sotto delle aspettative. E
non è tutto. Ci sono anche altri appalti sui cui si sta
indagando. Quello con la società che doveva pubblicizzare
liniziativa, che venne affidato allAta Tonic per 350
milioni, quello per linformazione itinerante che comportò
lacquisto di 3 furgoni per 460 milioni e laffidamento
del servizio al consorzio "Meta, Agorà e Nuova
socialità" che in tre anni ha preso 568 milioni e quello
dei centri Informagiovani creati in sei circoscrizioni la cui
gestione venne affidata a sei associazioni in cambio di 210
milioni a testa per il 97 e metà del 98.
Il magistrato vuole capire come mai è stato
scelto proprio il consorzio modenese, considerando anche il fatto
che nel 98 il Comune scartò lofferta
dellassociazione ambientalista Oikos che si era fatta
avanti per gestire il sito Internet gratuitamente. Ma soprattutto
vuole accertare perché si fece ricorso alla trattativa privata
quando forse non cerano i presupposti. Per questo ha
affidato due perizie, una per verificare la regolarità degli
appalti e laltra, più tecnica, per valutare la qualità
del sito Internet.
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