Anche Internet sta per essere lottizzata politicamente?

 

Come tutti i mezzi di informazione, anche Internet sta solleticando manie di lottizzazione politica. Abbiamo ricevuto informazioni su alcuni fatti accaduti al Comune di Roma, ed abbiamo approfondito.

di Carlo Bumega

 

Una settimana fa mi è arrivata un’e-mail che diceva più o meno così: “Caro amico, se hai a cuore la democrazia sul web vai all’indirizzo http://www.informagiovani.it . Guarda cosa si sta facendo a Roma. Lo staff Internet dell’Oikos” Conosco l’Oikos un associazione di volontariato che si occupa di ambientalismo sistemico, il che vale a dire che si muove su più livelli per mettere in atto progetti di risanamento, per altri motivi, e la faccenda mi ha incuriosito. Sono andato alla pagina web indicata e mi è comparsa la scritta

ATTENZIONE: SITO SOTTO ATTACCO clicca qui per capire che succede. In poche cliccate ho cominciato a capire di che storia si trattava e, dopo essermi letto tutte le pagine più interessanti, ho contattato l’associazione per saperne qualcosa in più. Ed ecco la storia.

 

LA STORIA

 

L’Oikos comincia, nel 1995 ad occuparsi del problema dell’informazione ai giovani. Forte di un’esperienza quasi ventennale nel volontariato giovanile, nella formazione e nell’aggregazione culturale delle nuove generazioni, si rende conto della scollatura sempre più marcata tra queste e il mondo degli adulti. Nello stesso periodo l’associazione sbarca su Internet e comincia a sperimentare la pubblicizzazione delle sue iniziative in forma telematica con successo crescente. A Natale del 96 lancia una pagina web, Black Christmas (v. Il numero di dicembre 96 di M&PC) che riceve una valanga di accessi, soprattutto giovani, che esprimono il loro punto di vista su un Natale sempre più consumistico e alienante. Nel mese di Gennaio 96, dopo una gara d’appalto, si aggiudica la gestione di un centro per l’informazione ai giovani del Comune di Roma ed entra, quindi a far parte del circuito Roma Giovane Informa, gestito dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Roma. Si rende subito conto che qualcosa non va: i giovani frequentano poco i centri, forse perchè non si fidano delle istituzioni, forse perchè le associazioni private che gestiscono i centri utilizzano metodi antiquati di informazione. In più denunciano che la banca dati inserita su PC 486 con 4 MB di RAM, gira su un programma piuttosto antiquato ma, soprattutto, è completamente quasi completamente priva di informazioni legate alla realtà romana. E sfido io: la sua gestione è stata assegnata, a trattativa privata ad una cooperativa di Modena, per una cifra esorbitante, per cui si può trovare quello che fanno a teatro a Bologna, ma ignora il termine “circoscrizione”, indispensabile per chi vive a Roma ove alle circoscrizioni sono delegate un gran numero di funzioni e servizi per i giovani. In più i tempi di aggiornamento sono così lenti che tutti i concorsi e le offerte di lavoro sono disponibili in rete in date prossime alla scadenza . A questo punto all’Oikos decidono di proporre un modello alternativo e cominciano a raccogliere dati e a metterli sul Web realizzando un sito chiamato Informagiovani. Il successo è immediato e a Marzo arriva dal GARR l’attribuzione del domain name informagiovani.it. L’Oikos è soddisfatta: Internet permette un contatto maggiore con i giovani che hanno meno diffidenza in una comunicazione mediata con gli adulti, specialmente se usano tecnologie innovative e divertenti, le informazioni sono fresche “di giornata” e il tutto è molto economico. Propone al Comune di Roma di utilizzare la sua banca dati (che dopo 15 giorni è già più ricca di quella usata dalla rete Roma Giovane Informa) a titolo completamente gratuito. Risposte vaghe da parte dell’Assessorato alle Politiche Giovanili : “Mah, non tutti hanno il computer...” “Su Internet c’è la pornografia..” “Il telefono costa troppo..”. Tutti argomenti pienamente confutati dall’Oikos senza alcun risultato, mentre il sito comincia ad avere migliaia di accessi (attualmente sta sui 15 mila mensili). Un altro Assessorato del Comune di Roma, quello alle politiche informatiche, non si fa sfuggire invece l’occasione, e lo inserisce tra i suoi link principali chiamandolo sito informagiovani.

 

UNA STRANA GARA D’APPALTO

L’Oikos continua ad insistere con l’assessorato alle Politiche Educative con l’argomento: “Lavoriamo già per voi, ogni settimana vi portiamo materiale da inserire in banca dati... Quindi, risparmiamo carta e tempo e scaricatevi direttamente le informazioni in formato elettronico” Niente da fare, si continua a nicchiare. Ai primi di Luglio notano che il nome del link sulla pagina del Comune di Roma si è trasformato in informazioni per i giovani . Richiesto il perchè alla persona ritenuta essere il web administrator, viene data la risposta che “Siccome il servizio andrà dato in appalto, per evitare confusione... gli è stato richiesto da qualcuno...” Ma come, non l’avevano voluto ‘a gratis’ e adesso lo appaltano? E poi a chi? La risposta viene al momento di verificare le condizioni per l’appalto. Tutto il servizio verrebbe a costare alla collettività 2 miliardi e mezzo e per partecipare alla gara d’appalto (indetta, guarda caso, per il 18 Agosto) bisogna avere una serie di caratteristiche che sembrano fatte su misura per qualcuno. L’Oikos, comunque è esclusa anche dalla partecipazione in un consorzio di impresa perchè “non è iscritta alla Camera di Commercio”. Ma come, per gli altri servizi appaltati dall’Assssorato anche le associazioni no profit sono state ammesse e adesso no? Un consigliere comunale, Adriana Spera (notoriamente piuttosto battagliera), fa un’interrogazione per chiedere il perchè si getti via denaro pubblico escludendo l’unico soggetto in grado di gestire il servizio, e che, oltretutto, l’aveva offerto gratis. La risposta è, ovviamente un cumulo di inesattezze e falsità, condite da strafalcioni sul piano giuridico e amministrativo, che la dice lunga sulla buona fede di chi ha gestito la vicenda. A questo punto all’Oikos perdono la pazienza e mettono tutta la storia sul loro sito, inserendo, correttamente, anche le posizioni della parte avversa per rispettare la democrazia sul Web. Dopo qualche giorno arriva la telefonata dalla stessa persona ritenuta web administrator della pagina del Comune di Roma: “C’è un po’ di malumore per gli attacchi alla Farinelli (l’Assessore alle Politiche Educative ndr) e mi hanno chiesto di togliere il link. Io sono contrario, ma, sai com’è... Meglio evitare attriti.” Ci si accorda che il link verrà rimosso ma subito riattivato ad una pagina uguale all’home page del sito dell’Oikos ma senza i link che conducono alle pagine che descrivono lo scandalo. Nel giro di poche ore il sito dell’Oikos si ritrova con due home page, una ‘vera’ , l’altra censurata per chi ci arriva dal sito del Comune e riappare il link, questa volta di nuovo con il nome sito informagiovani. L’Oikos gongola: tutto questo fa enorme gioco per il ricorso che ha presentato al TAR del Lazio contro l’appalto.

 

STORIE DI NOMI RUBATI

 

Nell’atto giudiziario, il legale dell’Oikos, avv. Vittorio Marinelli, sottolinea l’impossibilità dell’amministrazione di mettere in capitolato di gara la realizzazione di un sito informagiovani, in quanto, tale sito è già registrato con i nomi a dominio sia presso l’ente di registrazione italiano GARR che presso quello americano Internic. Solo l’Oikos lo può realizzare ma è stata esclusa, per cui, si mette in appalto qualcosa che non si può fare senza incorre in sanzioni di legge. C’è infatti, oltre alla normativa che regola i nomi a dominio (ISO 6523; 3166 ) una sentenza del Tribunale di Milano contro una ditta che, pur avendo il suffisso .net ha dovuto chiudere il suo sito poiché una società con nome analogo ma con suffisso .it si era sentita danneggiata. Bene, dicevamo, l’Oikos adesso ha ancora un’altra carta in mano: anche il Comune, sul suo sito di fatto ammette che esiste un sito informagiovani e che è di proprietà dell’associazione e che lo sta utilizzando. Ma evidentemente il dettaglio non sfugge alla parte avversa, e infatti, dopo altre 12 ore, il nome del link viene trasformato, questa volta in informazioni utili per i giovani. Brutta storia: è la prima volta che succede una cosa del genere in Italia, e per di più fatta da una pubblica amministrazione, e a Roma e non in un paesello. Il Sindaco tace sul fatto che due assessori della sua giunta si comportino in maniera così originale. Come finirà la storia?