AL SINDACO DI ROMA FRANCESCO RUTELLI

 

Oggetto: Servizio Informagiovani

Caro Rutelli,

è alquanto singolare che debba scriverle il 14 di Agosto, mentre la mia organizzazione è impegnata nella campagna estiva di prevenzione degli incendi, per esprimere la mia enorme preoccupazione sull’andamento e le scelte del servizio Informagiovani del Comune di Roma. Fatto sta che, al 18 Agosto è stata fissata la data di presentazione della documentazione delle imprese che concorreranno a gestire la direzione tecnica di tale servizio sino al 2000. Come forse lei saprà, sin dalla nostra partecipazione al servizio abbiamo espresso forti critiche e perplessità su parecchi aspetti della sua gestione. Trovando ampia eco sulla stampa e presso le forze politiche più sensibili avevamo denunciato le carenze dei suoi contenuti e l’aggiudicazione a licitazione privata ad un consorzio di cooperative modenesi che, a nostro giudizio, avevano venduto al Comune di Roma una banca dati insufficiente ed una tecnologia hardware e software ampiamente superata. Avevamo poi proposto, più volte, il trasferimento dei dati in formato Internet e ci eravamo offerti di farlo gratuitamente, al solo scopo di migliorare il servizio, forti dell’esperienza realizzata nel nostro sito www.informagiovani.it che, in 3 mesi di esistenza aveva raggiunto la quota di 12 mila contatti mensili. Che la proposta fosse valida è stato compreso dall’Assessore Sandulli, che ha provveduto ad un collegamento tra il sito del Comune di Roma e il nostro (così come moltissimi altri Comuni d’Italia). Non altrettanto è stato fatto dall’Assessorato alle Politiche Educative, il quale non ha fornito alcuna risposta alla nostra offerta gratuita di realizzazione del sito Informagiovani, nonostante gran parte delle informazioni in esso contenute venissero già utilizzate nell’implementazione della banca dati a disposizione del servizio e nonostante che l’Oikos fosse aggiudicataria della gestione di un Centro Informagiovani del Comune di Roma e, quindi, inserita a pieno titolo nel sistema. L’Assessorato ha ritenuto invece di affidare la realizzazione di un sito Informagiovani attraverso una gara d’appalto che non prevede in alcun modo la partecipazione delle organizzazioni no-profit come la nostra, imponendo, inoltre, condizioni talmente particolari per la partecipazione tali da far avanzare il dubbio che si avesse un’idea preconfezionata di chi debba vincere tale gara. Infatti, senza una plausibile ragione tra i requisiti richiesti figurano:

 

L’iscrizione alla Camera di Commercio, laddove per tutti gli altri servizi del settore informagiovani sinora appaltati tale requisito non era richiesto.

 

Un fatturato annuo medio di 2 miliardi, di cui 600 con la pubblica amministrazione. E anche qui siamo in presenza di un inesplicabile novità rispetto alle garanzie precedentemente richieste, ad esempio per l’aggiudicazione del servizio Informabus la cui entità finanziaria è paragonabile a quella in fase di aggiudicazione.

 

Inoltre nel capitolato di gara viene richiesta la realizzazione di un sito Informagiovani (sic), la qual cosa appare alquanto difficile da realizzare laddove l’unico soggetto proprietario dei domini GARR e Internic e al quale, di conseguenza, è permesso l’utilizzo del suddetto prefisso di dominio, è l’Oikos, che però viene esclusa dalla possibilità di partecipazione. Altro dato di incerta liceità è rappresentato da una clausola del contratto che impegna il contraente a non divulgare alcuna notizia sul servizio che svolgerà, il che, oltre a rappresentare una richiesta di dubbio gusto all’interno di un’iniziativa che deve rendere ai giovani informazione sull’attività dei servizi svolti dalla Pubblica Amministrazione, è in palese contrasto sulle norme che regolano la trasparenza degli atti amministrativi.

 

Non sta a noi giudicare la legittimità di una tale procedura di aggiudicazione, nè di comprendere gli oscuri motivi che hanno portato all’esclusione delle realtà non commerciali (che attualmente gestiscono quasi tutti i Servizi Informagiovani a Roma e nel resto d’Italia) per favorire imprese commerciali all’interno di un servizio di così ampia rilevanza sociale. I suddetti quesiti li porremmo negli ambiti più opportuni, e cioè presso le competenti sedi di giudizio amministrativo e penale e alle forze politiche, culturali e civili che concorrono al progresso della Città.

Da lei, che si è candidato alla guida dell’amministrazione cittadina in un periodo così cruciale per l’avvenire di Roma, mi aspetto una risposta netta e risolutiva ai contenuti della presente che sgombri il campo da dubbi sulla sua effettiva volontà di raggiungere una sempre maggiore onestà e trasparenza nella gestione della cosa pubblica.

 

Cordialmente

Vincenzo Minissi