ECCO COSA RISPONDIAMO

Replica del segretario dell’Oikos

 

Nella risposta fornita in Consiglio Comunale dall’Assessore Farinelli all’interrogazione relativa all’appalto dell’Agenzia Informagiovani per il Comune di Roma, il sottoscritto, rappresentante dell’Oikos si sente in diritto e dovere di affermare che:

E’ completamente falso che vi siano limiti nelle attività del no-profit . A questo tipo di associazioni viene consentito di operare anche all’interno di attività produttive, di assumere dipendenti, di partecipare a progetti finanziati dalle Pubbliche amministrazioni di qualsiasi natura esse siano. Sono, peraltro, numerose le associazioni che collaborano con il Comune di Roma nella gestione di Centri informagiovani, nelle attività educative, nei soggiorni estivi, con finanziamenti anche consistenti.

E’ completamente falso che vi sia un limite al fatturato di un associazione no-profit.. Al riguardo basti considerare i bilanci di associazioni analoghe all’Oikos quale il WWF e la Legambiente e le cifre che soprattutto queste ultime ricevono sia dagli Enti pubblici e privati citati. Ai sensi della legge 266/91, la "conditio sine qua non" dell' attività produttiva, venga reinvestito nell’ambito dei fini statutari. Le associazioni no-profit possono essere anche Enti di Ricerca e svolgere studi di fattibilità, progetti e indagini. Il limite del loro intervento non è di certo stabilito dal budget disponibile per gli interventi. In ogni caso, dato che nella gara sono previste offerte al ribasso, la cifra di due miliardi e mezzo (ma non erano due miliardi e 100 ?) citata come sbarramento per le attività delle organizzazioni "no-profit" è puramente indicativa. L’Oikos può, d’altra parte dimostrare, che il servizio previsto dalla gara d’apppalto può essere svolto con una cifra decisamente inferiore a quella indicata (a patto che non ci siano da pagare sopra tangenti a qualcuno).

E’ completamente falso che alla data del 6 marzo 1997 sul sito dell’Oikos fossero presenti solo le informazioni citate. Le date di invio dei files informativi al server e i reports di traffico sono registrati e costituiranno inconfutabile prova testimoniale in qualsiasi sede. In ogni caso l’offerta gratuita del sito è stata inoltrata nel mese di Luglio e la valutazione della sua validità andava quindi fatta in quella data .

La gara d’appalto parla espressamente di un "sito informagiovani", non di un sito che fornisce informazioni ai giovani. La denominazione "sito informagiovani" può essere solo attribuita al sito registrato ufficialmente ai domini GARR e Internic, come avremo modo di dimostrare in sede giudiziaria.

Viene elusa con uno stratagemma la domanda precisa riguardante il fatto che altri servizi di cifre analoghe siano stati aggiudicati senza richiedere l’iscrizione alla Camera di Commercio. Infatti, nella gara per l’appalto relativo all’Informabus l’Oikos è arrivata quarta senza avere tale requisito

Sulla clausola della riservatezza è opportuno ricordare all’Assessore che non ama, evidentemente, fughe di informazioni "riservate" (chissà perchè poi?) che le vigenti leggi obbligano tutti coloro che svolgono pubblico servizio alla trasparenza sulla gestione del servizio stesso.

Per quanto riguarda l’affermazione inerente una "banca dati giudicata assolutamente inadeguata dai suoi uffici", qualora, come il contesto lascia intendere, fosse relativa a quella presente sul sito dell’Oikos, è ovvio che tale affermazione denigratoria dovrà essere confermata con dati di fatto. Quantomeno ci aspettiamo che la banca dati dell’Oikos, in data 4 Marzo (e cioè ben quattro mesi prima dell’ultima offerta gratuita che avevamo fatto) venga paragonata a quella utilizzata nel 96 dalla rete informagiovani e gestita dalla coop. In & Co con i criteri che tutti ben sappiamo.

Alla luce di quanto sopra, essendo venuti meno tutti i presupposti di fiducia nei confronti dell’Assessore Farinelli, ritengo che l’unica strada possibile per l’affermazione della chiarezza e della verità sia quella di esporre tutti i fatti riguardanti le scelte fatte dall’amministrazione comunale in merito al servizio Informagiovani, nonchè la sua gestione attuale e presente alla Magistratura di competenza. Resta la profonda amarezza per le scelte di un’amministrazione che ha rifiutato la collaborazione leale di un’organizzazione di volontariato che aveva cercato di introdurre criteri di onestà ed efficienza in un servizio che si rivolge ai giovani per far loro recuperare la fiducia nel mondo degli adulti e nelle istituzioni democratiche che li rappresentano.

 

Alfonso D’Ippolito

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