La Repubblica
Cronaca Roma II
Mercoledì 27 ottobre 1999
Di Carlo Picozza


 Inchiesta sull’appalto Informagiovani. La difesa "E’ un consorzio che serve 150 Comuni"

Lavoro, Farinelli indagata

Nel mirino assessore e 11 funzionari favori alla Legacoop?

 

Indagata, con l’accusa di abuso d’ufficio e falso, l’assessore capitolino alle Politiche educative, Fiorella Farinelli. Il sostituto procuratore Maria Cordova vuol vedere chiaro sull’affidamento del servizio Informagiovani al Consorzio "In & Co" di Modena aderente alla Lega della Cooperative e Mutue, deliberato dalla giunta nell’agosto del ’95 senza gara d’appalto.

Con l’assessore, sono stati inscritti nel registro degli indagati undici tra funzionari e dirigenti capitolini (Giovanna Angeloni, Luigi Baldoni, Alberto Bianchi, Pietro Flomi, Benito Gaballo, Mario Gelpi, Giuseppina Intreccialogli, Silvana Novelli, Fernanda Pecoraro, Guido Pera, Carlo Petracca.)

A far scattare l’azione giudiziaria è stata la denuncia di Alfonso D’Ippolito, segretario di Oikos, un’associazione di volontariato che gestiva il servizio nella diciannovesima Circoscrizione, una delle sei nelle quali era stato attivato per fornire orientamenti sulle opportunità di lavoro e di svago agli under 30. E ora il sostituto procuratore Cordova ha affidato a due esperti altrettante perizie. Una sulla regolarità di quattro appalti affidati dal Campidoglio per realizzare un sito Internet con informazioni e consigli a chi cerca un impiego, e un’altra per accertare la validità tecnica dello strumento.

Racconta D’Ippolito: «Subito dopo l’affidamento del servizio alla nostra associazione, nel gennaio ’97, segnalammo all’assessore le carenze che rendevano le prestazioni della banca dati pressoché inutili: notizie e informazioni se ne trovavano tante, ma soprattutto per l’aera di Modena e dintorni; di opportunità di lavoro per i giovani romani davvero poche. E la gran parte di quelle fornite era scaduta. Siamo stati man mano emarginati fino all’estromissione. Ci siamo rivolti alla magistratura quando abbiamo appurato che le nostre critiche non solo non erano ascoltate, ma sembrava dessero fastidio». Ancora D’Ippolito: «All’inizio ci era stato assicurato che potevamo disporre di computer e altre attrezzature del valore di 60 milioni; invece nel Centro Informagiovani della Circoscrizione trovammo a malapena un computer senza neanche un programma serio di video-scrittura». Nel febbraio scorso, un anno dopo la denuncia, D’Ippolito è stato ascoltato per sei ore dal magistrato, dal quale è tornato a luglio. «Ci eravamo anche offerti, invano, a gestire gratuitamente il servizio su Internet» continua: «Senza grandi risorse la nostra associazione lo tiene già in piedi per suo conto servendosi del lavoro volontario dei giovani che aggiornano i dati il sabato e la domenica».

L’assessore Farinelli respinge ogni addebito. «Sono serena, ho piena fiducia nella magistratura. Intanto sto mettendo insieme le carte di quel periodo». Ricorda: «Lo stesso Tar respinse il ricorso dell’Oikos quando non fu rinnovata la convenzione all’associazione». Continua: «Una cosa è certa, l’esperienza della "In & Co" fu documentata dagli uffici del Campidoglio con un elenco di oltre centocinquanta Comuni che si avvalevano delle prestazioni di quel consorzio». Ne cita alcuni: «Napoli, Genova, Milano, Trento, Bolzano, Cosenza, Reggio Calabria, Catanzaro, Brindisi, Cagliari». Commenta: «La giunta deliberò l’affidamento del servizio a un’impresa tra le più accreditate per la fornitura di quel servizio. Tanto che – ricorda – scaduto il contratto dopo il primo contratto e le prime polemiche, nel ’97 abbiamo indetto una gara europea alla quale si presentarono due imprese. Una commissione di tecnici esterni giudicò migliori proprio le prestazioni della "In & Co"».