Il Corriere della Sera
Cronaca di Roma, pag. 48
martedì 26 ottobre 1999


La procura controlla gli appalti per il servizio « Informagiovani». Reati ipotizzati: abuso d’ufficio e falso.

Il «cercalavoro» dà lavoro ai giudici

Sotto accusa lo sportello comunale pro – disoccupati: 12 indagati

È nata tre anni e mezzo fa per aiutare i ragazzi a trovare lavoro, ma adesso la rete << Informagiovani >> del Comune è finita sotto la lente d’ingrandimento della procura della Repubblica. Il sostituto Maria Cordova ha iscritto dodici tra politici e funzionari nel registro degli indagati, con le accuse di abuso d’ufficio e falso. Al centro dell’inchiesta, quattro appalti sospetti, affidati senza gara pubblica , per i quali finora il Capidoglio ha speso 11 miliardi e 680 milioni. Tutto comincia con la delibera numero 2.357 del 4 agosto ’95. Quel giorno la giunta approva il progetto di creare un sito Internet che avrà il compito di fornire ai giovani romani ( si pensa alla fascia di età compresa fra i 15 e i 30 anni) informazioni, orientamento e consulenza nel campo del lavoro. In più ci saranno notizie su turismo. Spettacoli e cultura. Alla fine dell’anno la realizzazione del progetto viene affidata alla<<In. & Co. >> di Modena, un consorzio che fa capo alla Lega delle cooperative, con un contratto miliardario che la guardia di finanza non è riuscita a trovare quando lo scorso gennaio ha chiesto i documenti al Comune. C’erano invece alcuni mandati di pagamento e c’era il contratto con cui l’appalto è stato rinnovato per il ’98 e il’99, al costo di un miliardo e 900 milioni l’anno. Intanto tra gli ultimi mesi del ’95 e i primi del ’96 il Campidoglio aveva completato il progetto con altre quattro delibere. Aveva affidato la campagna pubblicitaria alla << Ata Tonic>> per 350 milioni, aveva creato i centri <<Informagiovani>> in 6 circoscrizioni (I, VI, VIII, XI, XV e XIX) curati da sei associazioni in cambio di 210 milioni a testa per il ’97 e metà del ’98 ( poi sono stati banditi nuovi appalti, vinti dagli stessi soggetti tranne uno), era nato il servizio itinerante su tre furgoni Iveco. Questi ultimi attrezzati come uffici, sono costati 460 milioni, mentre il consorzio << Meta, Agorà e Nuova socialità>> che gestito il servizio fino a settembre scorso, ha preso in tre anni poco meno di 600 milioni. Dopo le cifre, i sospetti della magistratura. Prima di tutto il contratto con la << In. & Co.>>. Il consorzio era stato scelto in base ad una nota della IX Ripartizione secondo cui non esisteva in Italia e in Europa un’altra società in grado di fornire un prodotto analogo, come asserito dal << Rapporto sui sistemi informativi nei servizi Informagiovani>> del ministero degli Interni. Ebbene: interrogata la responsabile dell’ufficio del Viminale, Tiziana Rossi, è emerso che il ministero nel ’91 aveva fatto soltanto una rilevazione quantitativa degli <<Informagiovani>> in funzione in Italia, senza valutarne la qualità. Come mai allora era stato scelto il consorzio modenese? E come mai nel ’98 era sta scartata l’offerta dell’associazione ambientalista Oikos, che aveva proposto al Comune di gestire gratuitamente il sito Internet? Anche le trattative private motivate con l’urgenza sono apparse agli inquirenti poco convincenti. E per di più la rete non funzionerebbe a dovere: all’inizio pare che nel sito Internet installato dalla << IN. & Co.>> fosse più facile trovare una palestra emiliana che una biblioteca romana e a volte sarebbero stati inseriti dati di concorsi pubblici scaduti da una settimana.