COMUNICATO STAMPA del 30 Gennaio

 

METODI SUDAMERICANI AL COMUNE DI ROMA. ESCLUSIONE DELL’OIKOS DALL’APPALTO DI GESTIONE DI UN CENTRO INFORMAGIOVANI PERCHE’ DENUNCIA IRREGOLARITA’ E SPERPERI DI DENARO PUBBLICO

 

Nella mattinata odierna Adriana Spera, PRC, presidente della commissione consiliare Politiche Educative del Comune di Roma ha convocato dinanzi alla commissione il dirigente del dipartimento XI Claudio Saccotelli per chiedere chiarimenti sulla gestione del servizio. Presenti anche i rappresentanti dell’Oikos che hanno lamentato l’esclusione arbitraria dalla gestione del Centro Informagiovani della XIX circoscrizione. La vicenda ha inizio un anno fa, quando l’Oikos, vistasi aggiudicato l’appalto della gestione del Centro, constatava subito gravi irregolarità .

Al Centro erano stati assegnati 60 milioni per attrezzature, l’anno precedente, ma di queste non vi era traccia, la banca dati, acquistata per centinaia di milioni in seguito a trattativa privata con un consorzio modenese, l’In & Co era sprovvista di dati riguardanti la città di Roma, i computer, pagati cinque milioni l’uno allo stesso consorzio, erano di valore almeno tre volte inferiore all’offerta del mercato. L’Oikos scriveva ai competenti uffici e all’Assessore Farinelli denunciando tutto ciò, e la cosa rimbalzava in consiglio comunale con un’ interrogazione di un consigliere di rifondazione alla quale non venne mai data alcuna risposta convincente. Successivamente l’Oikos propose al Comune l’utilizzo gratuito della sua banca dati presente sul suo sito internet www.informagiovani.it e utilizzata sperimentalmente dal Comune di Roma. Nessuna risposta da parte della Farinelli e dei suoi uffici. Ad agosto viene invece indetta una gara d’appalto per la realizzazione di un sito e di una banca dati per più di due miliardi, con condizioni che escludono l’Oikos, in quanto ente no-profit. Anche qui un’ altra interrogazione in consiglio comunale che non porta ad alcuna risposta convincente. L’Oikos invia comunque una nota di diffida ricordando che non è possibile realizzare un sito informagiovani perché il nome di dominio internet è già registrato. Si giunge davanti al TAR ove l’Assessorato alle Politiche Educative presenta una nota difensiva in cui nega che l’appalto riguardi un sito informagiovani, in stridente contrasto con quanto affermato nel capitolato di gara. Mentre attende gli strascichi dell’iter amministrativo l’Oikos invia una diffida tramite una lettera in cui si analizzano i costi reali del servizio appaltato e con una nota tecnica redatta da un ingegnere informatico esperto, fa notare che il servizio, svolto al massimo del livello tecnologico, effettivamente può costare meno della metà dei soldi appaltati. Nonostante tutto ciò il Comune appalta nuovamente il servizio, stavolta attraverso una gara d’appalto dalla quale scompaiono progressivamente tutti i concorrenti (tranne ovviamente due, altrimenti la gara potrebbe essere invalidata) al solito consorzio modenese con l’aggiunta di qualche altra sigla. Tre mesi prima, sempre a trattativa privata si scopre che il Comune aveva prorogato l’appalto per 136 milioni allo stesso In & Co, per "aggiornare i dati". Gli operatori dell’Oikos scoprono che in realtà i pochi dati aggiunti nei mesi precedenti riguardavano appalti e concorsi in larga parte scaduti, quindi informazioni inutilizzabili, quindi possibili ipotesi di truffa ai danni della collettività. Una nota a riguardo consegnata a mano con regolare ricevuta non viene neanche presa in considerazione. Il primo gennaio, scaduto l’anno di convenzione per la gestione del Centro della XIX circoscrizione gli operatori dell’Oikos vengono mandati a casa "in attesa di una nuova gara d’appalto". Dirigenti e operatori dell’associazione di volontariato attendono l’iter burocratico, ma, improvvisamente scoprono di essere stati i soli ad essere stati "licenziati" : tutte le altre associazioni hanno avuto una proroga ufficiosa per la gestione dei centri sino al 30 aprile. L’Oikos chiede il motivo dell’esclusione e, anche davanti alla commissione consiliare competente, non viene fornita alcuna risposta credibile dal responsabile dell’ufficio. "E’ ovvio-commenta il presidente dell’Oikos, Vincenzo Minissi- che la nostra presenza all’interno del servizio era una spina nel fianco per qualcuno. I nostri operatori sanno cosa si nasconde dentro un computer e possono verificare con precisione la consistenza di una banca dati." Il fatto che l’In & Co continui ad immettere dati nella sua banca, potrebbe sviare chi abbia intenzione di svolgere un’ indagine sulla sua effettiva consistenza al momento dell’acquisto miliardario da parte del Comune di Roma. Quindi va cacciato via chi può svelare eventuali trucchi. C’è anche chi ritiene la decisione dell’ufficio delle Politiche Educative, un atto di arroganza del potere contro chi non accetta diktat o compromessi. "Un corollario della disonestà - commenta il prof. Alfonso D’Ippolito, segretario dell’Oikos- è sempre l’arroganza e la prepotenza. Questa volta si è però evidentemente ritorta contro qualcuno che forse non ha ancora capito che i tempi sono cambiati. Chi crede di poter impunemente utilizzare ancora certi sistemi sudamericani dovrà fare i conti con la pubblica opinione e l’autorità giudiziaria ". L’Oikos ha lanciato un appello alle forze politiche presenti in Consiglio Comunale perché indaghino sino in fondo sulla vicenda, e, probabilmente la commissione consiliare chiederà alla stessa Farinelli di fornire la sua versione dei fatti. Oltre ai provvedimenti amministrativi che chiariscano le responsabilità e i danni subiti dagli operatori dell’Oikos nella vicenda, il legale dell’associazione, avvocato Vittorio Amedeo Marinelli, annuncia una serie di esposti circostanziati per verificare se esistano reati che vanno dal peculato, all’abuso di ufficio, alla truffa e all’associazione per delinquere. Ed è naturale la richiesta immediata di sospensione della Farinelli e dei dirigenti coinvolti, da parte del Sindaco, quantomeno per evitare il sospetto che possano utilizzare la loro posizione per inquinare possibili prove.