Brescia, bomba nera tra la folla 

da "l’Unità" del 29 maggio 1974
di Mauro Brutto

Orrenda strage in piazza della Loggia: una bomba fascista ha falciato la folla che si ammassava stamattina per ascoltare un comizio unitario antifascista (Pci-Dc-Psi-Psdi-Pri) e dalle Acli per protestare contro il terrorismo fascista, già esploso clamorosamente più volte in questa città. Fino a sera, ufficialmente, si parla di sei morti. Ma lo strazio dei feriti è immenso: tutto fa temere che il numero delle vittime, compagne e compagni, lavoratori, cittadini, giovani studenti, sarà più elevato. I feriti sono un centinaio; più di uno fra la vita e la morte. Decine tremendamente colpiti.
Queste cifre agghiaccianti danno un'idea della scena apocalittca che si è svolta stamattina alle 10,20 nella piazza principale della città. E’ un crimine che trova precedenti solo nell'attentato alla Banca Nazionale dell'Agricoltura di Milano, avvenuto il 12 dicembre del '69.
Non possono esistere dubbi circa la matrice fascista del vile ai tentato. Il luogo, l'occasione l'immensa folla di democratici presi di mira basterebbero.
La strage era stata programmata con la fredda lucidità criminale dei professionisti del terrorismo: l'ordigno - un chilo di tritolo, a quanto pare - era stato collocato in una cassetta della carta straccia, attaccata ad una delle colonne del porticato sul lato meridionale del la piazza, proprio di fronte al palco da cui avrebbero parlato gli oratori.
I criminali fascisti avevano calcolato con esattezza i tempi della strage. L'ordigno era stato collocato o predisposto per esplodere nel momento in cui i corte erano giunti nella piazza.
Erano le 10,10 quando Franco Castrezzati si è avvicendato al microfono.
Alle 10,20 esatte si è avuta l'esplosione. Il chilo di tritolo nascosto nella cassetta metallica della carta straccia ha dato il suo effetto terribile, l'intera cassetta si e trasformata in un'enorme bomba e le sue schegge di ferro sono state scagliate ovunque.
In quel punto la folla era anche più fitta che nel resto della piazza: molti avevano cercato riparo dalla pioggia sotto i portici, che erano così stracolmi di gente. Lo scoppio ha lacerato l'aria; dal palco si è vista una colonna di fumo nero e giallastro alzarsi verso il cielo, mentre le schegge e i brandelli dei corpi martoriati dall'esplosione volavano tutt'attorno. Vi sono stati alcuni secondi di silenzio assoluto, poi, straziante, si è levato l'urlo dei feriti e le grida di orrore della folla. Sono seguiti alcuni attimi allucinanti: la gente correva come impazzita urtandosi e gettandosi a terra. Un ragazzo, che era stato scaraventato a terra dalla esplosione, si è trovato fra le mani il troncone maciullato della gamba di uno dei feriti.
Gli altoparlanti, intanto, continuavano a ripetere di mantenere la calma, quindi è stato dato subito l'ordine a tutti di trasferirsi in piazza della Vittoria, attigua a quella della Loggia. L'operazione è avvenuta incredibilmente in tanto orrore. senza alcun incidente. Poi è stato predisposto un servizio d'ordine improvvisato per mantenere sgombre le strade per consentire il passaggio delle ambulanze. In pochi minuti tutti i feriti erano già stati portati agli ospedali cittadini. Sul selciato della piazza erano rimasti solo due corpi straziati dallo scoppio. Alcune bandiere rosse sono state stese sui due poveri corpi: molti de carabinieri che facevano cordone avevano il volto rigato dalle lacrime. Sulle transenne poste poi all'imboccatura della piazza sono stati appoggiati i primi fiori.

 

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