TRUFFE

 

Avvicinarsi al mondo del lavoro è difficoltoso di per sé, specialmente se non si è in possesso di una qualche capacità o specializzazione richiesta dal mercato; a questo dato di fatto, bisogna aggiungere che, purtroppo, c'è anche chi specula sul bisogno di lavoro dei giovani, proponendogli delle vere e proprie truffe.

Probabilmente, è impossibile elencare tutti i tipi di raggiri che vengono propinati da personaggi senza scrupoli ai giovani in cerca di lavoro, ma non è inutile individuare almeno quelli più diffusi, veicolati dagli annunci sulle riviste e ora anche on line; il sito Informagiovani, per quanto possibile, seleziona - fra le centinaia che giungono quotidianamente - le offerte di lavoro più serie, ma è necessario fare comunque attenzione.

 

RAPPRESENTANTI E VENDITORI

Si tratta tuttora delle offerte di lavoro più diffuse; in queste offerte non ci sarebbe niente di male, se non fosse che - per allettare chi dovrebbe rispondere - negli annunci vengono sempre inserite frasi che lasciano intendere come vi sia una retribuzione fissa, alla quale andranno ad aggiungersi le provvigioni sulla merce effettivamente venduta. In realtà, non succede quasi mai e, se qualcuno chiede in cosa consista la retribuzione fissa, si sente rispondere che è un calcolo fatto sulla media delle vendite… se non vendi nulla, insomma, non prendi una lira.

Attenzione anche agli allettamenti sul tipo di prodotto che siete chiamati a smerciare: negli annunci, si parla immancabilmente di meraviglie di cui nessuno, solo che ne venga a conoscenza, potrà mai più fare a meno, mentre spesso non sono altro che cianfrusaglie scadenti che nessun esercizio serio si sognerebbe mai di vendere. Accade addirittura che agli ingenui aspiranti venditori venga proposto di comprare loro stessi (a prezzo scontato, ovviamente) le meraviglie proposte, per poi rivenderle, realizzando guadagni favolosi… peccato che l'ingenuo neo-imprenditore si accorgerà ben presto che quelle meraviglie non gliele compra nessuno.

Una variante sul tema particolarmente odiosa è quella delle vendite per conto di questo o quell'ente benemerito; in Italia esistono migliaia di associazioni che assistono i ciechi, i disabili, gli anziani poveri, i bambini orfani e malati, gli ex drogati, il lupo marsicano e la foca monaca, e tutte sono costantemente a caccia di fondi mediante la vendita di oggetti di vario genere. Poiché molti di questi enti sono vere e proprie associazioni per delinquere, prima di accettare di lavorare per uno di questi, è bene assumere qualche informazione: se l'ente è riconosciuto da qualche Pubblica Amministrazione, se è iscritto nei registri comunali o regionali, se è affiliato a qualche organizzazione conosciuta, da quanto tempo si è costituito, chi sono i dirigenti… insomma, se non si sia capitati in mano a qualcuno che tenta di lucrare sul buon cuore e sulla solidarietà.

 

ASPIRANTI "STAR"

Sulle pagine delle riviste di annunci e offerte, fioriscono come funghi sedicenti agenzie di collocamento per attori e attrici, ballerine e ballerini, cubiste, modelle, ecc.; per darsi un'impronta di "serietà", gli annunci del genere spesso avvertono che si deve affrontare una "selezione". Naturalmente, viene subito chiesto un costo per partecipare alla "selezione" e non mancano le possibilità di rivolgersi a fotografi specializzati per la realizzazione di book, servizi e quant'altro. Il primo risultato è che queste agenzie incassano fior di milioni solo per ammettere candidate e candidati alla "selezione".

Avviene anche che - per conferire credibilità al raggiro - certe agenzie ricorrano all'utilizzo di personaggi del mondo dello spettacolo, magari inconsapevoli di prestarsi ad un'operazione così scorretta: a chi non è capitato di leggere un annuncio su un giornale o su un manifesto, o di vedere un servizio su qualche tv privata in cui si comunica con grande evidenza che il noto attore Tal dei Tali presiederà la commissione che selezionerà le future modelle dell'agenzia Vattelapesca?

La "selezione", ovviamente, si rivelerà una farsa, perché è interesse della sedicente "agenzia" che i corsi - per i quali si paga nuovamente - vengano frequentati dal maggior numero di persone; al termine di questi corsi, spesso non c'è nulla o, al massimo, la possibilità di esibirsi per poche lire in qualche squallida discoteca di provincia.

Come difendersi?

Insomma, non esistono scorciatoie nemmeno per il palcoscenico: se qualcuno ve ne propone una, vi sta quasi sicuramente truffando.

ATTENTI ALLA FORMAZIONE

Per quanto possa sembrare paradossale, la possibilità di speculazioni esiste non solo nel campo del lavoro vero e proprio, ma anche in quello della formazione. Non c'è da stupirsi: al giorno d'oggi, una buona formazione professionale è necessaria per intraprendere qualsiasi percorso lavorativo, in ogni settore del mercato del lavoro, il che significa che anche le centinaia di migliaia di giovani in cerca di apprendimento o miglioramento di competenze possono diventare un "mercato" appetibile; se a questo aggiungiamo che gli Enti Locali e l'Unione Europea stanziano ogni anno molti miliardi per la formazione professionale, ci si rende facilmente conto delle opportunità che si offrono ai soliti personaggi senza scrupoli.

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Cominciamo dalle innumerevoli iniziative private: corsi di informatica, corsi per estetiste e parrucchieri, corsi per fotografi, teleoperatori, giornalisti, tutti diversi ma tutti rigorosamente a pagamento. Non vogliamo dire che tutte queste iniziative siano delle truffe, ma solo che è necessario prestare la massima attenzione al rapporto qualità/prezzo e non lasciarsi abbindolare da allettamenti del tipo "con questo corso troverai sicuramente lavoro".

A titolo di esempio, se si decide di frequentare uno dei tanti corsi di informatica, è bene scegliere fra quelli che forniscono la preparazione più completa e aggiornata, informandosi dettagliatamente sui contenuti del corso e sui materiali che saranno messi a disposizione. Per i principianti, è caldamente raccomandabile la consulenza di qualche amico esperto del settore, che potrà evitarvi bufale, perdite di tempo e di denaro.

Bisogna tenere presente che l'organizzazione di un corso è di per sé un'attività economica: chi lo propone, si pone anche l'obiettivo di realizzare dei profitti. Tutto ciò è pienamente legittimo, ma non ci si può nascondere l'eventualità che il fine economico sia realizzato a scapito della qualità del "prodotto" fornito al "cliente", in questo caso il giovane in cerca di formazione. Attenzione alla qualità del corso, dunque, e verifica preventiva delle reali possibilità occupazionali che può garantire; anche qui, infine, è bene preferire enti riconosciuti dalla Pubblica Amministrazione, evitando di rivolgersi a "scuole" improvvisate, che non devono rendere conto a nessuno del proprio operato.

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Purtroppo, anche i corsi di formazione gratuiti - poiché finanziati da enti pubblici - possono riservare bruttissime sorprese; a questo proposito, è utile conoscere quanto scritto da Paola Tubaro in un suo interessante libro, dal titolo "Critica della ragion non profit" (Ediz. Derive Approdi - 1999), che dedica un capitolo a quegli enti che organizzano corsi di qualificazione professionale con il denaro del Fondo Sociale Europeo (Fse).

"Il Fse è messo a disposizione dall'Unione Europea per finanziare iniziative tese alla promozione dello sviluppo economico e sociale locale. Non è facile accedervi (le procedure burocratiche sono complicatissime), ma, una volta ottenuto il finanziamento, le erogazioni sono piuttosto cospicue. Per questo motivo, negli ultimi anni, è cresciuta esponenzialmente l'offerta di corsi di formazione professionale di tutti i tipi: da quelli per "Assistenti di studi legali, tributari e professionali" a quelli per "Addetti al servizio di mensa nelle piccole e medie imprese" a quelli per "Animatori teatrali". Alcune di queste iniziative sono indubbiamente utili, altre sono più dubbie. Si inventano professioni fittizie (…) per poter imbastire corsi inconsistenti che non riusciranno mai a procurare il pane a coloro che li frequentano. Un'assistente di studi legali non è una segretaria? Se è già qualificata come tale, cosa può darle in più un corso di formazione come questo? E gli addetti al servizio di mensa (ammesso e non concesso che le piccole e medie imprese ne siano dotate) hanno bisogno di seguire lezioni sulla struttura molecolare della carne? Non basta saperla mettere nei piatti, per la qual cosa non serve proprio nessun corso? E che cos'è un animatore teatrale? E' un attore? E' una maschera? E' il fantasma dell'opera? O forse è un pretesto?

Il problema è che i corsi Fse, inadeguati per trovare una sistemazione professionale per gli studenti, sono invece una manna per gli organizzatori. (…) E' per incassare i soldi che si inventano le professioni più improbabili, in modo da moltiplicare il numero di corsi e i relativi incassi".

Agli esempi di corsi inutili e ridicoli descritti da Paola Tubaro, potremmo aggiungerne decine di altri a nostra conoscenza: se ci riserviamo qualche dubbio sull'utilità di un corso per "operatore sociale telefonico", ci sembra decisamente fuori dalla grazia di Dio il corso per "operatore sociale nautico" recentemente proposto al Fse da una nota cooperativa sociale di Roma… cos'è un "operatore sociale nautico"? Un educatore con le pinne? Uno skipper che organizza crociere riservate ai disabili? E perché i disabili non possono andare in crociera con tutti gli altri? Per accompagnarli non bastano normali assistenti che non soffrano il mal di mare?

Badate bene, il fatto che questi "corsi" siano gratuiti per chi li frequenta non diminuisce la gravità della truffa, perché si tratta di denaro pubblico gettato dalla finestra, quindi di un danno per tutta la collettività, a cominciare dai disoccupati cui fanno perdere tempo che potrebbero impegnare in attività realmente formative.

Anche qui, bisogna difendersi: prima di iscriversi ad un corso, pretendete tutte le informazioni sul profilo professionale e sulle concrete possibilità occupazionali; diffidate dei discorsi fumosi sulle trasformazioni del mondo del lavoro, sulle opportunità in prospettiva, ecc. Sapere con certezza cosa vi attende al termine di un corso è un vostro preciso diritto.

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Concludiamo questa breve panoramica con un invito: segnalateci situazioni e "casi" analoghi a quelli che avete appena letto, sia in relazione ad offerte di lavoro che a corsi di formazione. Sarà nostra cura arricchire questa pagina con le vostre segnalazioni, perché la fantasia dei truffatori non conosce limiti e il solo modo per contrastarla è quello di fornire alle potenziali vittime - che sono soprattutto i giovani - il maggior numero di informazioni; l'Informagiovani serve anche a questo.