Formazione professionale

 

INFORMAZIONI GENERALI

La formazione professionale e' rivolta a tutti i cittadini che hanno assolto gli obblighi scolastici. I corsi vengono attivati da Enti di Formazione pubblici o privati. L'iscrizione e la partecipazione ai corsi pubblici in genere è gratuita, ma in alcuni casi è prevista una indennità di partecipazione. 
Dopo aver frequentato un corso di formazione professionale volto al conseguimento di una qualifica, il candidato viene ammesso alle prove finali per l'accertamento dell'idoneità conseguita. Con il superamento delle prove finali si consegue un attestato, rilasciato dalla regione, in base al quale gli uffici di collocamento assegnano le qualifiche valide ai fini dell'avviamento al lavoro e dell'inquadramento aziendale. Gli attestati di qualifica costituiscono titolo per l'ammissione ai concorsi pubblici.

Le più comuni tipologie di corso:

Nella scelta di frequentare un corso professionale, è bene tenere presente alcune considerazioni, prima fra tutte quella che non esiste nessun automatismo fra la partecipazione ad un corso e l'accesso al mondo del lavoro; è necessario, dunque, orientarsi verso quei corsi che forniscono competenze effettivamente spendibili sul mercato del lavoro, poiché l'offerta formativa è ormai talmente vasta da comprendere anche una serie di proposte che presentano ben poca utilità pratica, perché si riferiscono a mansioni e figure professionali non richieste.

Gli enti privati che cercano di ottenere finanziamenti per la gestione di corsi professionali, molto spesso propongono corsi che non hanno alcuna attinenza con il mercato del lavoro, al solo scopo di ottenere finanziamenti; il risultato è che, se non si fa attenzione alla scelta del corso cui partecipare, si rischia di perdere tempo.

E' necessario, dunque, prendere alcune precauzioni: 
innanzitutto, informarsi esattamente sulla qualifica che si ottiene al termine del corso, chiedendo esplicitamente quali siano le prospettive di inserimento lavorativo, sia nelle pubbliche amministrazioni che nel privato. E' vero che ogni esperienza formativa riveste una sua utilità, ma è vero anche che - particolarmente negli ultimi anni - si sono moltiplicati a dismisura corsi quantomeno bizzarri, al termine dei quali ci si ritrova con un attestato che, all'atto pratico, non serve a nulla; questa tendenza è particolarmente forte nel settore dei corsi per le "professioni del sociale", dove purtroppo abbondano corsi che non trovano alcun riscontro nelle richieste sia della pubblica amministrazione che degli organismi privati convenzionati per la gestione di servizi sociali e sociosanitari.

Fate attenzione, allora, e siate esigenti nel richiedere ogni informazione prima di iscrivervi ad un qualsiasi corso.

 

ATTENTI ALLE TRUFFE !

Per quanto possa sembrare paradossale, la possibilità di speculazioni esiste non solo nel campo del lavoro vero e proprio, ma anche in quello della formazione. Non c'è da stupirsi: al giorno d'oggi, una buona formazione professionale è necessaria per intraprendere qualsiasi percorso lavorativo, in ogni settore del mercato del lavoro, il che significa che anche le centinaia di migliaia di giovani in cerca di apprendimento o miglioramento di competenze possono diventare un "mercato" appetibile; se a questo aggiungiamo che gli Enti Locali e l'Unione Europea stanziano ogni anno molti miliardi per la formazione professionale, ci si rende facilmente conto delle opportunità che si offrono ai soliti personaggi senza scrupoli.

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Cominciamo dalle innumerevoli iniziative private: corsi di informatica, corsi per estetiste e parrucchieri, corsi per fotografi, teleoperatori, giornalisti, tutti diversi ma tutti rigorosamente a pagamento. Non vogliamo dire che tutte queste iniziative siano delle truffe, ma solo che è necessario prestare la massima attenzione al rapporto qualità/prezzo e non lasciarsi abbindolare da allettamenti del tipo "con questo corso troverai sicuramente lavoro".

A titolo di esempio, se si decide di frequentare uno dei tanti corsi di informatica, è bene scegliere fra quelli che forniscono la preparazione più completa e aggiornata, informandosi dettagliatamente sui contenuti del corso e sui materiali che saranno messi a disposizione. Per i principianti, è caldamente raccomandabile la consulenza di qualche amico esperto del settore, che potrà evitarvi bufale, perdite di tempo e di denaro.

Bisogna tenere presente che l'organizzazione di un corso è di per sé un'attività economica: chi lo propone, si pone anche l'obiettivo di realizzare dei profitti. Tutto ciò è pienamente legittimo, ma non ci si può nascondere l'eventualità che il fine economico sia realizzato a scapito della qualità del "prodotto" fornito al "cliente", in questo caso il giovane in cerca di formazione. Attenzione alla qualità del corso, dunque, e verifica preventiva delle reali possibilità occupazionali che può garantire; anche qui, infine, è bene preferire enti riconosciuti dalla Pubblica Amministrazione, evitando di rivolgersi a "scuole" improvvisate, che non devono rendere conto a nessuno del proprio operato.

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Purtroppo, anche i corsi di formazione gratuiti - poiché finanziati da enti pubblici - possono riservare bruttissime sorprese; a questo proposito, è utile conoscere quanto scritto da Paola Tubaro in un suo interessante libro, dal titolo "Critica della ragion non profit" (Ediz. Derive Approdi - 1999), che dedica un capitolo a quegli enti che organizzano corsi di qualificazione professionale con il denaro del Fondo Sociale Europeo (Fse).

"Il Fse è messo a disposizione dall'Unione Europea per finanziare iniziative tese alla promozione dello sviluppo economico e sociale locale. Non è facile accedervi (le procedure burocratiche sono complicatissime), ma, una volta ottenuto il finanziamento, le erogazioni sono piuttosto cospicue. Per questo motivo, negli ultimi anni, è cresciuta esponenzialmente l'offerta di corsi di formazione professionale di tutti i tipi: da quelli per "Assistenti di studi legali, tributari e professionali" a quelli per "Addetti al servizio di mensa nelle piccole e medie imprese" a quelli per "Animatori teatrali". Alcune di queste iniziative sono indubbiamente utili, altre sono più dubbie. Si inventano professioni fittizie (…) per poter imbastire corsi inconsistenti che non riusciranno mai a procurare il pane a coloro che li frequentano. Un'assistente di studi legali non è una segretaria? Se è già qualificata come tale, cosa può darle in più un corso di formazione come questo? E gli addetti al servizio di mensa (ammesso e non concesso che le piccole e medie imprese ne siano dotate) hanno bisogno di seguire lezioni sulla struttura molecolare della carne? Non basta saperla mettere nei piatti, per la qual cosa non serve proprio nessun corso? E che cos'è un animatore teatrale? E' un attore? E' una maschera? E' il fantasma dell'opera? O forse è un pretesto?

Il problema è che i corsi Fse, inadeguati per trovare una sistemazione professionale per gli studenti, sono invece una manna per gli organizzatori. (…) E' per incassare i soldi che si inventano le professioni più improbabili, in modo da moltiplicare il numero di corsi e i relativi incassi".

Agli esempi di corsi inutili e ridicoli descritti da Paola Tubaro, potremmo aggiungerne decine di altri a nostra conoscenza: se ci riserviamo qualche dubbio sull'utilità di un corso per "operatore sociale telefonico", ci sembra decisamente fuori dalla grazia di Dio il corso per "operatore sociale nautico" recentemente proposto al Fse da una nota cooperativa sociale di Roma… cos'è un "operatore sociale nautico"? Un educatore con le pinne? Uno skipper che organizza crociere riservate ai disabili? E perché i disabili non possono andare in crociera con tutti gli altri? Per accompagnarli non bastano normali assistenti che non soffrano il mal di mare?

Badate bene, il fatto che questi "corsi" siano gratuiti per chi li frequenta non diminuisce la gravità della truffa, perché si tratta di denaro pubblico gettato dalla finestra, quindi di un danno per tutta la collettività, a cominciare dai disoccupati cui fanno perdere tempo che potrebbero impegnare in attività realmente formative.

Anche qui, bisogna difendersi: prima di iscriversi ad un corso, pretendete tutte le informazioni sul profilo professionale e sulle concrete possibilità occupazionali; diffidate dei discorsi fumosi sulle trasformazioni del mondo del lavoro, sulle opportunità in prospettiva, ecc. Sapere con certezza cosa vi attende al termine di un corso è un vostro preciso diritto.

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Il diario di classe di un corso post diploma andato alla deriva