Partner dei progetti nel quadro del SVE:
il Servizio
Volontario Europeo si basa su un solido partenariato tra:
-
uno o più volontari
-
una o più organizzazioni di
invio
-
una o più organizzazioni
ospitanti
-
una organizzazione
coordinatrice (candidata), che può ( ma non deve) essere una delle
organizzazioni di invio o una delle organizzazioni ospitanti.
Un partner del progetto che invia o
ospita un volontario deve essere:
-
un'organizzazione o un'associazione
senza scopo di lucro costituita legalmente in un paese partecipante al
programma o in un paese partner;
-
un'autorità locale, regionale o
nazionale di un paese partecipante al programma o di un paese partner
-
un'organizzazione governativa
internazionale istituita in un paese partecipante al programma o in un paese
partner.
L'associazione di invio è responsabile della preparazione
del giovane prima della partenza stessa. Al suo ritorno l'aiuterà a
valorizzare al meglio
l'esperienza acquisita, nella ricerca di un lavoro o di un ulteriore segmento formativo.
L'associazione di accoglienza dovrà far sì che il servizio volontario sia un'autentica
esperienza di
apprendimento e fornirà al giovane tutti gli appoggi necessari nel corso di
tale servizio.
Chi può partecipare?
Il Sve è aperto a tutti i giovani di età
compresa tra i 18 e i 30 anni che sono legalmente residenti in un paese
partecipante al programma o in un paese partner.
La nazionalità, il livello di
formazione e l'origine sociale non hanno alcuna importanza.
La sola condizione è
di mettersi al servizio di un progetto locale, per una durata compresa tra i 6
e
i 12 mesi.
Va precisato che il Servizio Volontario
Europeo
non sostituisce il servizio
militare nè i sistemi di servizio civile alternativo o obbligatorio esistenti in
alcuni paesi membri. E' organizzato su base interamente volontaria, in funzione
delle motivazioni dei giovani partecipanti; inoltre non può sostituirsi a
un'occupazione remunerata, esistente o potenziale.
Esso svolge un ruolo sostanzialmente educativo per il volontario. Questi non
deve fungere da manodopera a buon mercato, nè estromettere personale già
occupato, non deve assumere attività per le quali la sua presenza resterebbe
indispensabile.
Il SVE deve invece contribuire ad avviare progetti intesi a dare una risposta
adeguata al bisogno sociale, e fornire un valore aggiunto ai vari
progetti grazie alla sua motivazione e alla sua visione nuova della realtà.
Alcune attività di inserimento sono aperte ai
giovani disabili di 16-30 anni, a condizione che siano assicurati preparazione,
accompagnamento e follow-up qualificati e personalizzati.
Le organizzazioni
non possono richiedere che i volontari appartengano ad uno specifico gruppo
etnico, religioso, o abbiano un determinato orientamento sessuale o particolari
opinioni politiche. Le organizzazioni ospitanti non possono richiedere il
possesso di qualifiche ma , in casi speciali, debitamente giustificati, e in
funzione delle mansioni e delle situazioni nelle quali i volontari sono
impiegati, determinati tipi di attività possono richiedere la selezione di
candidati dotati di competenze specifiche.
La nazioni che
partecipano al programma sono gli stati membri della Unione Europea.
I progetti multilaterali e quelli che coinvolgono paesi terzi possono
comprendere anche partner di paesi non comprese tra le nazioni della Unione
Europea.
Durata
La durata di un
progetto SVE non deve superare i 24 mesi, comprese la preparazione e la
valutazione / il follow up.
L’attività SVE
svolta all’estero deve avere una durata minima di 6 mesi ed una durata
globale massima di 12 mesi ( escluse la preparazione e la valutazione).
Di norma un
volontario partecipa a una sola attività SVE. In determinati casi debitamente
giustificati (segnatamente qualora, per motivi pedagogici, sia previsto un
approccio fase per fase, qualora vi siano stati problemi nell’attività
originaria o qualora il volontario abbia partecipato ad un’attività di gruppo a
breve termine) è possibile la partecipazione a due o più attività SVE
successive.
La durata totale delle attività non deve, tuttavia, mai superare i 12
mesi per un singolo volontario.
Nel caso di attività mirate al coinvolgimento di
giovani volontari svantaggiati e di attività SVE di gruppo, se debitamente
giustificata, è ammessa anche una durata minima di due settimane.
Luogo
Un volontario svolge sempre la sua
attività di SVE (ad eccezione della preparazione e delle attività di follow-up) in un paese diverso da quello di residenza
Una attività SVE può essere svolta in una
nazione partecipante al programma o in una nazione partner.
Se un'attività coinvolge
due nazioni limitrofe, queste possono inviare e ospitare reciprocamente
dei volontari, a condizione che almeno uno Stato membro dell'UE sia coinvolto
nell'attività e che nel quadro dell'intero progetto il numero di volontari
provenienti dai paesi partner non superi il numero di volontari provenienti dai
paesi che partecipano al programma.
E' particolarmente incoraggiata la cooperazione
con i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, dell'America Latina e
dell'Asia.
Tema e mansioni
Qualsiasi attività SVE deve privilegiare
una tematica collegata alle priorità del programma "Gioventù in azione" nonchè
agli obiettivi specifici e alle priorità del Servizio volontario europeo.
Le attività SVE di gruppo devono avere
un approccio tematico comune.
Le attività SVE di gruppo collegate ad un evento
specifico richiedono una solida partnership con l'organismo che organizza
l'evento.
Tutte le mansioni volontarie devono essere collegate all'evento.
Le mansioni devono
apportare un evidente valore aggiunto europeo o internazionale e non devono
consistere in attività di routine.
Le mansioni comprendono anche i contatti con la
comunità locale.
Come preparare un buon progetto
Il
giovane candidato viene coinvolto attivamente nella progettazione, esecuzione e
valutazione delle attività SVE.
Al volontario deve essere fornito un
adeguato sostegno durante tutte le fasi del progetto.
Il progetto deve prevedere
anche meccanismi di prevenzione e gestione della crisi e assicurare una
preparazione adeguata (linguistica, interculturale, ecc..) ai volontari, tenendo
conto del profilo di ciascun candidato, della natura del progetto e della
situazione specifica del paese ospitante. La formazione linguistica deve essere
gratuita per il volontario e compresa nel regolare orario di lavoro.
Il progetto prevede la
partecipazione dei volontari al ciclo di formazione del SVE.
Esso consiste nella
formazione preliminare alla partenza, nella formazione al momento dell'arrivo,
in una riunione intermedia e nella valutazione finale.
I volontari SVE hanno il diritto-dovere di partecipare a questi corsi di formazione, forniti da o a
nome delle Agenzie nazionali o dalle organizzazioni SVE d'invio, ospitanti o
coordinatrici, in linea con gli : " Orientamenti e standard minimi di qualità
della Commissione europea"
I volontari dovrebbero avere
l'opportunità di scambiare, condividere e valutare l'esperienza SVE con le
organizzazioni di invio. Essi devono ricevere assistenza da parte delle
organizzazioni che li hanno inviati per la reintegrazione nella comunità di
provenienza e per ulteriori esperienze di istruzione, formazione e occupazione.
Il progetto dovrebbe garantire il
carattere di " servizio di apprendimento" del SVE, ovvero fornire ai giovani
pari opportunità di apprendimento non formali e informali per consentire loro
di acquisire nuove abilità e nuove competenze per il proprio sviluppo personale, pedagogico e professionale. A tal fine è necessario descrivere i risultati di
apprendimento attesi ed i relativi processi di apprendimento.
Si deve puntare a un'efficace
combinazione tra le mansioni da svolgere e i profili dei volontari.
I partner del progetto
danno prova di un impegno comune e di una solida partnership e devono essere pronti a
concordare una chiara divisione di responsabilità.
Tutor
Nell'ambito dell'organizzazione
ospitante un tutor (mentore) si incarica del sostegno personale e facilita
l'integrazione nella comunità locale. Il volontario può rivolgersi al tutor
anche qualora sorgessero dei problemi. Una prima riunione con il tutor si deve
svolgere subito dopo l'inizio dell'attività, allo scopo di discutere il processo
di apprendimento, seguita dai contatti e riunioni a scadenza regolare.
Il tutor svolge inoltre un ruolo importante nel discutere
insieme al volontario i risultati dell'apprendimento, ai termini dell'attività,
ai fini della redazione del rapporto di attività di Youthpass.
Il tutore non deve però essere considerato il supervisore del volontario.
Si può prevedere anche un "
tutoring
rafforzato", condiviso tra associazione d'invio e di accoglienza. per
potenziare il sostegno ai volontari più svantaggiati.
Impatto
Qualora a un progetto o a un'attività
partecipino diversi volontari, ove possibile si dovrebbero assicurare fattori
strutturanti, ad esempio adottando un approccio tematico coerente o
complementare, garantendo la reciprocità nell'invio o nell'ospitalità dei
volontari, assicurando la complementarità dei settori di attività e delle
mansioni, prevedendo regolari riunioni e occasioni di collegamento in rete tra i
volontari ecc..
L'impatto
di un progetto SVE non deve essere limitato solo ai partecipanti
all'attività, ma diffondere il messaggio europeo anche alle comunità locali
interessate e permettere ai progetti futuri e alle organizzazioni interessate di
trarne a loro volta beneficio.
La possibilità di combinare diverse
attività SVE in un solo progetto nonchè l'introduzione del concetto del gruppo
SVE offrono ampie possibilità di agire ai summenzionati fattori strutturanti, i
quali dovrebbero servire a perfezionare il più possibile l'efficacia e l'impatto
del SVE.
Attività di follow-up da
parte del volontario
Il volontario può realizzare
un'attività di follow-up durante i sei mesi che seguono la fine della sua
attività SVE all'estero. L'attività di follow-up può durare al massimo un mese e
si svolge sempre nel paese di residenza ( "paese d'invio") o nel paese
ospitante.
Essa deve basarsi sull'esperienza SVE e cercare di evidenziare,
diffondere e promuovere i risultati del SVE nonchè di rafforzarne l'impatto.
L'attività di follow-up è messa a punto dal volontario, possibilmente con
l'assistenza dell'organizzazioni partner e/o di una
struttura nazionale o di un gruppo di ex volontari SVE. Essa fa parte integrante
del progetto SVE.
Cosa viene finanziato al
volontario
Il finanziamento comunitario dei
progetti SVE si basa sul principio del cofinanziamento, con l'intervento di
altri soggetti pubblici e/o privati. Ciò significa che occorrono contributi, in
denaro o in natura, corrisposti dalle organizzazioni di invio e di accoglienza,
per la copertura totale del costo dei progetti.
Il volontario riceve vitto e
alloggio, una copertura assicurativa, un'indennità mensile (pocket money) e, in
alcuni casi, un incentivo per svolgere un'attività di follow-up. Inoltre, sono fornite
gratuitamente sessioni di formazione al volontario. Le spese di
viaggio sono rimborsate al 100 %.
L'indennità per il volontario (denaro per
le piccole spese) è concepita in modo da aiutare il volontario a sostenere
alcune spese personali supplementari durante il soggiorno all'estero.
L'indennità non è destinata a coprire per intero le spese personali, nè a
coprire le spese abituali per vitto, alloggio e trasporti locali del volontario,
che devono essere garantite dall'organizzazione ospitante e cofinanziate tramite la
sovvenzione comunitaria .
Assicurazione
Ciascun volontario deve essere iscritto al
piano di assicurazione collettiva della Commissione per i volontari SVE, che
funge da complemento alla copertura dei sistemi nazionali di previdenza sociali,
se dal caso, garantita dalla tessera europea di assicurazione sanitaria ( o
analoga) rilasciata al volontario.
L'assicurazione protegge i volontari contro i rischi di malattia, incidenti e in
materia di responsabilità civile. Tale assicurazione completa la
copertura delle spese sanitarie, garantite nella maggioranza dei casi mediante accordi
comunitari.
Youthpass
Ogni volontario ha diritto al rilascio di
uno Youthpass, che descrive e convalida l'esperienza di apprendimento non formale.
Questo documento può essere di notevole vantaggio per il futuro percorso
formativo o professionale del volontario.
Attraverso lo Youthpass la Commissione
europea certifica che l'attività di volontariato è riconosciuta come una esperienza
d'istruzione nonchè come periodo di apprendimento non formale e di apprendimento
informale.
Il rapporto sui risultati conseguiti è firmato da entrambi e
consegnato al volontario direttamente alla fine dell'attività di volontariato
svolta all'estero.
Strutture di ex volontari SVE
Qualsiasi volontario può scegliere di
essere coinvolto, durante o dopo il SVE, nelle attività delle strutture
nazionali di ex volontari SVE.
Per avere informazioni al riguardo, occorre rivolgersi alla propria
Agenzia nazionale.
Il valore
aggiunto europeo: l'azione
pilota si basa sulle esperienze di servizio volontario a livello nazionale e le
arricchisce di un nuovo impulso e di una nuova dimensione europea. Saranno creati nuovi
partenariati locali. Si rafforzeranno gli scambi transnazionali; nuove esperienze di vita
e di apprendimento in un contesto di mobilità europea saranno disponibili indiscriminatamente per tutti i giovani, limitatamente ai fondi disponibili.
Le strutture
nazionali: le attività dei giovani volontari europei debbono
essere il più possibile vicine alle loro motivazioni e alle esigenze delle collettività
riceventi. Ciò richiede un buon coordinamento tra tutte le parti interessate. Per queste
ragioni, l'esecuzione dell'azione poggerà in ogni paese su una "Struttura
nazionale" che possa avvantaggiarsi dell'esperienza esistente in materia di programmi
europei per i giovani: conoscenza dell'ambiente e collegamento con le iniziative locali,
esperienza in materia di partenariato, di formazione, reti informatiche, ecc.
Punti di
riferimento:
ogni struttura nazionale svolgerà il ruolo di interfaccia tra la Commissione
Europea, i promotori dei progetti a livello nazionale, regionale e locale, e gli
stessi volontari. La struttura nazionale agisce nei seguenti
campi:
-
diffusione dell'informazione generale sul Servizio Volontario
Europeo
-
incoraggiamento alla creazione di progetti
-
informazione, consulenza, coordinamento
-
accompagnamento dei progetti e delle attività dei volontari;
appoggio a questi ultimi, e in caso di difficoltà, ai responsabili locali.
Può presentarsi la necessità di mettere in rapporto tra loro
organizzazioni interessate a inviare o a ricevere volontari, ma che non hanno ancora
trovato un partner in un altro Stato membro. La Commissione e le Agenzie nazionali
faciliteranno questo incontro.
Preparazione
dei volontari: ai volontari viene fornita una preparazione di base.
In ciascun
progetto viene organizzata una rigorosa cornice educativa a ci si
aggiungono segmenti formativi sia a livello nazionale che regionale
Sostegno
in caso di difficoltà: nonostante una preparazione accurata, possono
sopraggiungere anche diversi problemi. Sia i giovani volontari che i responsabili del progetto
possono avere bisogno di aiuto o consiglio. In tale circostanza il primo punto di contatto è la Struttura
nazionale. Anche la Commissione europea, se necessario, può fornire la propria
assistenza.
Come si partecipa:
il modo migliore è quello di prendere contatto con la Struttura nazionale del paese
d'appartenenza, che darà tutte le informazioni sul procedimento da seguire.
Nell'interesse del giovane candidato, è bene che questi si ponga alcune domande
preliminari:
il
comune in cui abita è gemellato con un'altra località europea ?
Ha già avuto contatti
con associazioni o movimenti di giovani?
Quali sono i suoi campi d'attività?
Come
nascono i partenariati: in ciascun paese, la Struttura nazionale stimola la
creazione di progetti d'accoglienza , lanciando un "invito a manifestare interesse".
Le Strutture nazionali esprimono un primo parere sui progetti d'accoglienza e li
trasmettono alla Commissione europea. Quest'ultima dichiara idonei i progetti
rispondenti agli obiettivi e alle condizioni dell'azione pilota e ne invia
l'elenco alle Strutture nazionali, le quali lo diffondono tra i partner
potenziali per stimolare la nascita di progetti di invio.
Le strutture nazionali lanciano un invito
a presentare progetti, per
giungere a progetti europei in forma definita. La domanda di sovvenzione per ciascun
progetto europeo in forma definitiva è presentata dai progetti di invio e di
accoglienza alle
rispettiva Strutture nazionali.
Progetti legati ad eventi
speciali: Tali progetti sono legati a un evento nazionale di alto profilo che offre la
possibilità di accogliere molti volontari. L'associazione del servizio volontario europeo
a tali eventi può contribuire efficacemente al conseguimento degli obiettivi del programma
permettendo di raggiungere nuovi gruppi destinatari e offrendo ai volontari un'esperienza
eccezionale.
Progetti multilaterali:
Questi progetti riuniscono organizzazioni provenienti da almeno 4 paesi diversi e sono
aperti sia ai paesi partecipanti al programma che a paesi terzi. Per ogni progetto occorre
un minimo di 6 volontari; inoltre i partner devono adottare una procedura di coordinamento
e un tema comuni, collegarsi in rete e scambiare buone prassi.
Progetti che associano paesi
terzi: i giovani dei paesi terzi partecipanti al
programma di servizio volontario europeo avranno l'opportunità di allargare i loro
orizzonti trascorrendo un periodo di servizio volontario oltre le frontiere dell'Unione
Europea.
Offrendo un contesto nel quale sviluppare una cooperazione individuale e promuovere il
trasferimento di buone prassi, i progetti con i paesi terzi completano i programmi di
cooperazione esistenti tra l'UE e altre regioni del mondo.
I partner dei paesi terzi
svolgonoil ruolo di organizzazioni di accoglienza.
Progetti "Capitale
futuro": il programma SVE consente inoltre
ai giovani di chiedere un sostegno per i progetti che avranno elaborato a seguito della
loro attività all'estero quale volontari europei. I volontari potranno così valorizzare
il loro periodo di SVE sviluppando ulteriormente le competenze e la loro esperienza. I
progetti "Capitale futuro" possono prevedere l'avvio di attività in settori
disparati - sociale, culturale, ambientale o economico - o la partecipazione ad attività
didattiche.
Esperienze
di Servizio volontario europeo:
Eva, un'austriaca di 18 anni, ha
trascorso 6 mesi in italia in un centro per tossicodipendenti, cui ha apportato sostegno
ed idee fresche per organizzare nuove attività nel tempo libero. Questa esperienza ha
confermato il suo desiderio di lavorare nel settore sociale e l'ha aiutata ad accedere
agli studi pertinenti.
David, un giovane francese, ha
lavorato per 6 mesi in Svezia presso un progetto di reinserimento dei disoccupati,
cercando di far loro riacquistare fiducia in sè attraverso il teatro. David aiutava il
docente di recitazione e recitava lui stesso. L'esperienza è stata l'argomento della tesi
di laurea di David e lo ha indotto ad iscriversi ad una scuola di arte drammatica.
Nel gennaio 1998 oltre 80 volontari
si sono recati in Francia per partecipare, per 5 mesi, a progetti di sviluppo locale prima
di fornire il loro aiuto, per un mese, alle principali sedi della Coppa del mondo di
calcio. Oltre all'esperienza straordinaria acquisita nel contesto unico della Coppa del
mondo, essi hanno anche avuto la possibilità di familiarizzarsi con la cultura francese e
con i metodi francesi di promozione dello sport.
Rebecca, cittadina del Regno Unito,
ha partecipato in Grecia per 6 mesi ad un progetto di protezione degli orsi, contribuendo
ai lavori di costruzione, assistendo alle ricerche scientifiche e nelle campagne di
sensibilizzazione della popolazione. Rebecca aveva già partecipato ad un progetto simile,
anch'esso in Grecia, dedicato alle tartarughe di mare; al termine del suo servizio
volontario, le due organizzazioni le hanno proposto un lavoro e Rebecca ha scelto di
continuare il lavoro con le tartarughe.