LA PSICOLOGIA NON E’ UNA SCIENZA
E NON PUO’ AFFERMARE DI POSSEDERE ALCUNA CONOSCENZA SCIENTIFICA
- Non esiste una scienza della psicologia universalmente accettata
- La Psicologia non è fornita di principi o ‘fatti’ che abbiano la
minima coerenza
- L’unica cosa che c’è è solo una grande confusione di idea
frammentarie
A parte poche cose che appartengono alla sana vecchia
saggezza popolare, la psicologia non ha scoperto niente
ALLORA QUAL’E’ IL RUOLO E IL
SIGNIFICATO DELLA PSICOLOGIA-PSICHIATRIA IN QUESTA SOCIETA’ ?
Di fronte all’evidenza che psicologia e psichiatria sono
pratiche professionali molto diffuse elaborate ma che NON sono fondate su
alcuna scoperta scientifica valida, ci dobbiamo domandare PERCHE’ queste
professioni hanno raggiunto tanto potere negli ultimi 100 anni.
La ragione principale è che nella sua stragrande
maggioranza la psichiatria risponde alla necessità di riportare sotto
controllo sociale gli elementi della società che cercano di vivere la propria
esistenza secondo il loro proprio punto di vista, e non secondo quello che
viene deciso da chi è al potere.
E’ divertente osservare che, quando la Chiesa dominava gli stati, nel
passato, chi vedeva la Madonna veniva considerato santo. Sino a qualche anno
fa, quando in Italia era ancora possibile ricoverare in maniera coatta chi
faceva stranezze, i reparti psichiatrici erano pieni di persone che avevano
avuto visioni mistiche. Morale: la psichiatria risolve un problema di ordine
religioso molto più rapidamente dei tribunali ecclesiali di Santa
Inquisizione.
Nella Russia sovietica erano maestri nell’inventare nuove forme di ‘patologia
mentale’ , quali ‘mania di protestare’ , ‘illusione riformista’ ,
‘schizofrenia strisciante’, e la più popolare, la ‘’pigrizia schizofrenica’
. E’ovvio che questi termini venivano inventati al fine di poter rinchiudere
nei manicomi gli oppositori al regime sovietico.
Attualmente, negli USA e in Canada, hanno inventato una nuova ‘malattia’
chiamata ADD (Attention Deficit Disorder) che viene diagnosticata ai ragazzi
in età scolare che si mostrano distratti o che rifiutano i metodi e i
contenuti dell’insegnamento scolastico. La cura prescritta è la
somministrazione di psicofarmaci che hanno già causato diverse morti nonché
danni gravissimi alla salute psicofisica. In questo caso psichiatri e
psicologi sono stati evidentemente ingaggiati dalle industrie farmaceutiche
(che pagano loro sontuosi congressi, borse di studio, ricerche, ecc.) al patto
che dimostrino l’esistenza di nuovi disturbi curabili, guarda caso con
farmaci prodotti da loro.
Se si riesce ad evitare un avvelenamento da psicofarmaci,
prodotti inutili, velenosi e che soprattutto, danno l’illusione che una
sostanza chimica possa risolvere i problemi (rendendo le persone simili ai
tossicodipendenti), si corre sempre il rischio di entrare nel vortice di una
‘psicoterapia’. In questo caso, in larghissima percentuale, lo
psicologo-psichiatra è una persona che NON AVENDO ALLE SPALLE ALCUNA
CONOSCENZA SCIENTIFICA PROVATA ma solo una serie di teorie, spesso, molto
strampalate o create a tavolino per poter meglio esercitare un’azione di
repressione del dissenso sociale, pretende di sapere in anticipo quali siano
le migliori scelte per te. Se rifiuti di credere alle sue baggianate, sei
considerato ‘uno che rifiuta la cura’ e, magari, persuaso con mezzi più
convincenti tipo ricovero coatto, elettroshock, psicofarmaci. Se,
semplicemente non reagisci, sei semplicemente condannato a perdere, per anni,
tempo e denaro. Se ti fidi, divieni una persona incapace di prendere scelte
autonome, sempre convinto che, in realtà , il tuo cervello non funziona senza
il costante apporto di qualcuno che ti dica cosa devi e non devi fare.
Cosa dobbiamo fare, allora, se decidiamo di rivolgerci ad
uno psicoterapista per risolvere i nostri problemi? E’ molto semplice,
dobbiamo seguire le nostre emozioni e in base a quelle decidere se possiamo
fidarci o meno. Se il professionista che abbiamo di fronte ci propone farmaci
o enuncia una diagnosi che non ci sembra realistica o che si basi su una
formuletta tipo: sei "depresso" , "anoressica" ,
"schizofrenico", ecc., avviarsi tranquillamente verso l’uscita e
cercare qualcun altro.
Se la persona che ci deve aiutare dice apertamente che non
sa nulla del tuo problema ma che può, discutendone assieme a te, farsi un’idea
di come affrontarlo e risolverlo e che questo presuppone una cooperazione
paritaria in cui il lavoro va distribuito secondo criteri da decidere assieme
e volta per volta, può darsi che siamo capitati bene.
E’importante, comunque ricordare che il miglior terapista
del mondo non può cambiare un mondo che fa schifo e che, al massimo, può
aiutare a trovare un po’ più di serenità e qualche momento in più di
genuinità, spontaneità e tranquillità tra gli altri esseri umani.
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